Fantasia n. 10 View larger

Fantasia n. 10

Abundante, Julio (XVI Secolo)

Fantasia
 n. 10
Tratta da Il Quinto Libro de Tabolatura da Liuto Venezia 1587
Originale per liuto rinascimentale.
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Filippo Eduardo Araniti

Prefazione del Revisore

Giulio Abundante, o Julio Abondante, detto dal Pestrino, fu attivo a Venezia sicuramente dal 1546, data di pubblicazione del suo primo libro di Intabolatura... sopra el lauto de ogni sorte de balli... (di quest'opera esiste una ristampa datata 1563), sino al 1587 anno in cui, sempre presso Angelo Gardano, ha pubblicato Il Quinto Libro de tabolatura da liuto...

Le tre fantasie che qui proponiamo in veste moderna, con adattamento per chitarra, sono state tratte da quest'ultimo libro. Nel 1548 Gerolamo Scotto stampò di Abundante l'Intabolatura di Lautto libro II e alla fine del secolo anche l'editore Giovanni Vincenti pubblicò una sua opera, purtroppo andata perduta, dal titolo Intavolatura di liuto del Pestrin libro VII. I tre libri che ci sono pervenuti sono comprensivi di ogni genere di composizioni strumentali in voga a quel tempo tra cui gagliarde, pavane, passo e mezzi e fantasie nonché di trascrizioni di musica vocale polifonica dei grandi madrigalisti fiamminghi a lui contemporanei.

Se si confronta attentamente il testo musicale delle tre fantasie con l'originale dell'intavolatura, annessa a corredo della nostra edizione, si noterà che l'autore puntualmente realizza già nella stessa intavolatura tutte le fioriture. Normalmente in opere di altri autori dello stesso periodo le fioriture sono indicate semplicemente con segni convenzionali. Il compito di decifrarli e di convertirli adeguatamente sullo strumento spetta sempre all'esecutore che, per carenza di testi teorici sull'argomento e per le varie possibili alternative che si presentano, non sempre riesce a dare soluzioni attendibili. Perciò le poche pagine di musica che seguono saranno, per gli studiosi di questa materia, una preziosa fonte di informazioni sullo stile e sulla prassi esecutiva delle fioriture nel periodo rinascimentale.

La chitarra, essendo uno strumento relativamente moderno, non sempre accetta adattamenti di musiche concepite all'origine per liuto, da cui per altro morfologicamente tanto si discosta. Questa forma di profanazione è tipica del nostro secolo: oggi si trascrivono per chitarra anche opere originariamente concepite per pianoforte o per orchestra ! Ferma restando la nostra convinzione che la musica per liuto va eseguita sullo strumento originale, abbiamo ugualmente voluto realizzare la trascrizione delle 13 fantasie, che sono solo una parte delle più numerose composizioni contenute nel 5° libro, estrapolandone tre soltanto, quelle che meglio si adattano al dinamismo tecnico-strumentale della chitarra. Abbiamo elaborato, nella prima fase del nostro lavoro, una trascrizione interpretativa per la individuazione dei valori (durata dei suoni) di ciascuna voce del contrappunto.

Successivamente, senza tenere conto della distribuzione originaria delle note sulle corde del liuto, abbiamo orchestrato liberamente il testo musicale sulle sei corde della chitarra. Quindi abbiamo ricercato una meticolosa diteggiatura chitarristica svincolata dalla originaria impostazione liutistica che, oltre ad essere comoda, permetta di rispettare i valori dei suoni da noi precedentemente definiti e di mantenersi aderente al testo musicale derivato dalla fedele trascrizione dell'intavolatura. L'esecutore, che desidera aderire fedelmente all'indirizzo tecnico-interpretativo da noi dato a queste tre fantasie, dovrà tenere conto: di costruire i suoni sulle corde indicate e rispettare la diteggiatura della mano destra che è in perfetta correlazione con la sinistra; di usare il pollice della mano destra anche su corde acute (3ª e 2ª), al fine di agevolare la produzione di robuste sonorità su alcune voci della polifonia; di rispettare, come indicato, il posizionamento anticipato del barrè, per meglio mantenere il collegamento delle voci. Saranno pure da evitare il sollevamento simultaneo delle dita della mano sinistra e l'uso del tocco appoggiato poiché in entrambi i casi si verificherebbero delle percettibili interruzioni dei suoni. Pertanto il chitarrista dovrà individuare quali dita della mano sinistra siano da tenere ferme, da scivolare, da sollevare e da preparare e quindi stabilirne i tempi e le modalità.

Era nei nostri propositi realizzare non soltanto una banale trascrizione dall'intavolatura bensì una ricostruzione e quindi un ricupero di tutte quelle idee contrappuntistiche che Abundante non poté esprimere pienamente per le limitazioni imputabili sicuramente all'imprecisa, inespressiva e schematica notazione musicale dell'epoca. Non condividiamo quanto, forse per falsa modestia, l'Autore asserisce nella sua prefazione: "... non mi sono affaticato adornarle di Musica tanto difficile, che atterriti gli animi, si sgomentassero d'impararle ..." anche se oggi è ammirevole che si sia tanto adoperato perché le sue composizioni potessero servire per l'"honesto trattenimento di giovani virtuosi ".

Reggio Calabria, 20 Novembre 1996

Filippo E. Araniti

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